Daniela Facchinato Image Gallery
La galleriaProssime mostreArchivio mostreArtistiUfficio stampa

  

GEOGRAFIE

A cura di Viviana Gravaro
26 Gennaio 2001 - 2 Marzo 2002

 

 I quattro giovani artisti che presentiamo in questa mostra, pur su una simile linea di pensiero, indagano differenti modalità espressive di penetrazione nel paesaggio, o ancora meglio, attraversano lo spazio della metropoli secondo modalità che vanno dalla pura fiction alla rilevazione poetica-topografica del territorio. Le loro attitudini concettuali corrispondono, in qualche misura, a quattro diverse modalità di approccio con il territorio che partono da un tema comune: la metropoli come luogo di un vissuto variabile, instabile e articolato. Un altro elemento li accomuna: la volontà di non imporre una sola visione, ma piuttosto di condividere con chi guarda uno dei possibili attraversamenti, una delle possibili visioni di una realtà di per sé in continuo morphing, quindi non fissabile in uno sguardo definitivo.
 

>Luca Capuano

Luca Capuano, fotografo bolognese, realizza immagini reali ma con un costante tono visionario, ereditato da certa fotografia colta e concettuale della scuola ghirriana. Sono fantasmatiche presenze notturne, segnate da un onirismo felliniano, sospeso tra scenografia cinematografica e senso del vuoto.

>Dallerba Daniele

Dallerba ripete e clona spazi assoluti della metropoli senza luogo. In ogni volume si sente una stessa volontà di non dare nessun giudizio morale, di non interessarsi minimamente della funzionalità, dell'idea di architettura, di ergersi a giudice della vivibilità di questi spazi, tutto si sposta dichiaratamente e provocatoriamente sul piano formale.

>Marco Sanges

Marco Sanges, anche lui diviso tra Italia e Londra, costruisce piccole fiction, di taglio cinematografico, ambientate in luoghi evocativi e aree dismesse, che giocano microstorie frammentarie e non consequenziali. Un uomo sembra misurare il suo corpo, quasi con compiacimento, sullo spazio della metropoli disemessa o under construction.

>Silvia Sgualdini

Silvia Sgualdini, tra Venezia e Londra, racconta dell'omologazione visiva dei luoghi liminali della metropoli, e costruisce una sua mappa variabile che mette a confronto le identità fisiche umane con gli spazi del loro vissuto. Mappe senza geografie, facce, corpi e spazi della metropoli, accostati in un contrappunto che non richiede legami troppo logici, o che non domanda un semplice dinamismo di somiglianza tra le parti.

  >Comunicato Stampa