NINO MIGLIORI
La fotografia di Nino Migliori, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita.
Le Ossidazioni, i Pirogrammi, nei primissimi anni Cinquanta sono opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se letti all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo, da Wols a Tàpies a Burri, con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici.
Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed é questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.
Migliori si trova ad essere, con Veronesi,Grignani, Munari e pochissimi altri, uno dei pochi operatori che nel nostro paese prosegue la ricerca delle avanguardie ( quella di Man Ray, Moholy-Nagy, di Schad e Schwitters ) sul fronte della riflessione sui linguaggi dell’immagine, con la fotografia come nodo centrale dell’immaginario e della ricerca formale contemporanei
Sue opere sono conservate alla Galleria d'Arte Moderna - Bologna; CSAC - Parma; Museo d’Arte Contemporanea Pecci - Prato; Galleria d'Arte Moderna - Roma; Bibliothèque National - Parigi; Musée Reattu - Arles; Museo di Praga; Museum of Modern Art - New York; Museum of Fine Arts - Houston; Museum of Fine Arts - Boston; Polaroid International MUSEUM - U.S.A. ed altri.
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