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MASAO YAMAMOTO

Masao Yamamoto rompe la convenzione fotografica che prevede l’ingrandimento del negativo.
Masao non ingrandisce, quasi cercasse di rendere arduo lo sforzo dello spettatore nel decifrare l’immagine.
Masao ha studiato pittura, prima di scegliere la fotografia; è conscio quindi del fatto che la pittura è frutto di un processo creativo più spontaneo di quello fotografico.
Per questo colora le immagini ne strappa i bordi inserisce tracce di rosso, stampa le foto sempre diverse l’una dalle altre.
Nega le regole della fotografia che vuole riproduzioni perfette e identiche.
Ma cosa vuole dirci con questo Masao?
Egli vuole che la fotografia si liberi dal suo ruolo di registrazione di attimi.
Egli non cattura immagini momentanee, come fa tradizionalmente la fotografia.
Egli stampa immagini che sono oggetti in sé. Il suo scopo è esplorare i confini tra la fotografia e l’arte contemporanea.
Il suo fascino sta anche nel fatto che egli cammina lungo questo confine senza paura.
Nelle sue opere non c’è una data di scatto, una registrazione del luogo, una didascalia del soggetto.
Le foto di Masao Yamamoto sono cose, oggetti, frammenti di mondo. La realtà che egli vuole rappresentare è una realtà interiore. Le sue opere sono descrizioni di sogni.
Ku è il vuoto: “ La forma è solo vuoto: il vuoto è solo forma”.

D.F.

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